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	<title>Immagina Salento - ti guida alle Vacanze nel Salento &#187; Eventi nel Salento</title>
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	<description>Conosci di più sul Salento, itinerari, le città più importanti da visitare e le più suggestive. Una guida online utile per scoprire tutto sul Salento, attraverso articoli ed immagini suggestive.</description>
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		<title>Festa di San Pietro e Paolo a Galatina</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 19:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festività Religiose]]></category>

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		<description><![CDATA[La festa di San Pietro e Paolo di Galatina è una delle feste patronali più attese del Salento, non solo dai locali, ma anche dagli abitanti dell’intera provincia, nonché dai devoti che giungono anche da lontano. Ogni festa patronale si basa sulla storia di un aneddoto che coinvolge il santo patrono, rendendo il luogo speciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La festa di San Pietro e Paolo di Galatina</strong> è una delle feste patronali più attese del Salento, non solo dai locali, ma anche dagli abitanti dell’intera provincia, nonché dai devoti che giungono anche da lontano.</p>
<p>Ogni festa patronale si basa sulla storia di un aneddoto che coinvolge il santo patrono, rendendo il luogo speciale e cercando di perpetrare la memoria di un miracolo.</p>
<p>La leggenda vuole che il santo Paolo, passando per il territorio di Galatina, volle ricompensare l’ospitalità di un abitante del luogo donando all’acqua del suo pozzo proprietà terapeutiche.</p>
<p>Sul luogo del pozzo sorge attualmente la cappella dedicata al santo, da sempre mèta di migliaia di tarantati, coloro i quali vengono morsicati dal ragno letale, la tarantola, e a seguito dell’evento subiscono alterazioni dello stato di salute.</p>
<p><strong>La festa patronale si svolge tradizionalmente il 28, il 29 e il 30 giugno di ogni anno a Galatina, centro urbano della provincia di Lecce.</strong></p>
<p>L’evento racchiude in sé caratteristiche sacre, come la processione e la messa in onore dei santi, nonché profane, come musica, spettacoli di intrattenimento, la grande fiera campionaria, le luminarie e gli spettacoli pirotecnici, che ogni anno variano a seconda del programma approvato dall’amministrazione comunale.</p>
<p>I festeggiamenti religiosi durano un’intera notte, iniziando con la processione della sera del 28 giugno e terminando con la messa solenne nelle prime ore del giorno successivo.</p>
<p>Da qui prendono il via i festeggiamenti profani, quelli che allietano l’intero programma dell’evento. Ogni anno vi è una sfilata delle maggiori bande musicali locali, nonché la partecipazione di ospiti d’eccezione e l’allestimento di un grande parco giochi.</p>
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		<title>La Fiera di San Giovanni di Zollino</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 12:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi nel Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fiera di San Giovanni di Zollino è una festa che affonda le sue origini in tempi molto lontani, tuttavia il suo successo è ancora ben lontano dal tramontare, giacché è già da un secolo che gli abitanti di questo piccolo paese in provincia di Lecce non smettono di protrarre l’organizzazione della fiera. La fiera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Fiera di San Giovanni di Zollino</strong> è una festa che affonda le sue origini in tempi molto lontani, tuttavia il suo successo è ancora ben lontano dal tramontare, giacché è già da un secolo che gli abitanti di questo piccolo paese in provincia di Lecce non smettono di protrarre l’organizzazione della fiera.</p>
<p>La fiera <strong>nasce nel 1910</strong> con una vocazione un po’ dissimile da quella festaiola e folkloristica che la caratterizza attualmente: leggendo l’ordinanza comunale, infatti, si intuisce che la vera ragione che aveva spinto il consiglio comunale ad approvare la richiesta di istituzione della fiera era la possibilità di far conoscere i prodotti tipici di questa terra ed esportarli anche nelle altre province.</p>
<p>È a partire dalla metà degli anni Settanta che la fiera-mercato modifica i propri connotati originari, diventando un punto di incontro e di compravendita di prodotti dell’artigianato locale, oltre che dell’agricoltura.</p>
<p>Negli utimissimi anni, infine, la fiera è diventata un vero e proprio imperdibile appuntamento con la degustazione e la sponsorizzazione dei prodotti tipici locali, in particolare del <strong>pisello nano</strong>, delle <strong>fave di Zollino</strong> e della “<a href="http://www.immaginasalento.it/salento-eventi/sagre/sagra-della-sceblasti.html"><em>sceblasti</em></a>”, rivolti anche e soprattutto ai flussi turistici che ogni anno scelgono il Salento come mèta per le vacanze estive e non solo.</p>
<p>Sono i prodotti della terra, frutto del lavoro dell’agricoltore, nonché il turismo ecosostenibile e l’educazione al mangiar sano e a seguire i principi cardine della dieta mediterranea, sana ed equilibrata, i veri protagonisti dell’odierna Fiera di San Giovanni.</p>
<p>Per raggiungere Zollino, basta percorrere la strada provinciale che collega <a href="http://www.immaginasalento.it/articoli/lecce/">Lecce</a> a Maglie e seguire le indicazioni stradali, cercando l’uscita “Zollino”.</p>
<p><strong>L&#8217;edizione 2011 della Fiera di San Giovanni di Zollino si svolge dal 24 al 26 di giugno.</strong></p>
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		<title>Le Tavole di San Giuseppe</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 13:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festività Religiose]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Tavole di San Giuseppe sono un’antica tradizione che rivive a tutt’oggi in alcuni paesi dell’entroterra salentino, come Uggiano la Chiesa, Minervino, Giurdignano. Proprio da Giurdignano sembra partire l’iniziativa di riproporre ancora oggi questa antica tradizione risalente nel tempo. La tradizione delle Tavole di San Giuseppe affonda le proprie origini in epoca medioevale e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le Tavole di San Giuseppe</strong> sono un’antica tradizione che rivive a tutt’oggi in alcuni paesi dell’entroterra salentino, come Uggiano la Chiesa, Minervino, Giurdignano.</p>
<p>Proprio da <strong>Giurdignano</strong> sembra partire l’iniziativa di riproporre ancora oggi questa antica tradizione risalente nel tempo.</p>
<p><strong>La tradizione delle Tavole di San Giuseppe</strong> affonda le proprie origini in epoca medioevale e di quel tempo sente ancora una forte influenza, sia per le modalità di festeggiamento che per le pietanze che imbandiscono le Tavole.</p>
<p>Secondo la tradizione, ogni anno, nel mese di marzo e, in particolare, il 18 e 19, in occasione della <strong>Festa di San Giuseppe</strong>, si rinnova l’evento dettato da carità verso il prossimo e devozione verso il santo; alcune famiglie del paese aprono le porte delle proprie abitazioni lasciando entrare i viandanti per poter assaggiare le pietanze esposte sulle tavole.</p>
<p>Ogni pietanza ha un suo significato simbolico: i grossi pani circolari con al centro un finocchio e un’arancia, la pasta e ceci che evoca i colori del narciso, tipico fiore primaverile, i lampascioni che indicano il passaggio dall’inverno alla primavera, il cavolfiore che ricorda la verga di San Giuseppe e il pesce fritto che simboleggia il Cristo. Infine, viene usato anche dello stoccafisso che, in epoca medievale, rappresentava il pasto della festa.</p>
<p>La famiglia che organizza la Tavola invita delle persone che rappresentano la Sacra Famiglia che banchetta. Il pranzo inizia quando San Giuseppe batte un colpo di verga sul pavimento e si interrompe quando lo stesso chiede la parola per recitare una preghiera.</p>
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		<title>Festa della Madonna della Coltura</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 05:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festività Religiose]]></category>

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		<description><![CDATA[Parabita, piccolo centro del sud Salento, dedica la sua festa patronale alla Madonna della Coltura. I festeggiamenti si svolgono solennemente ogni anno nel mese di maggio e durano diversi giorni; la manifestazione si traduce in una kermesse di eventi religiosi e laici che ormai è tradizione per i devoti, per tutti gli abitanti di Parabita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parabita, piccolo centro del sud Salento, dedica la sua festa patronale alla <strong>Madonna della Coltura</strong>.</p>
<p>I festeggiamenti si svolgono solennemente ogni anno nel mese di maggio e durano diversi giorni; la manifestazione si traduce in una kermesse di eventi religiosi e laici che ormai è tradizione per i devoti, per tutti gli abitanti di Parabita e dei paesi vicini.</p>
<p>La tradizione parla di un evento accaduto in un tempo lontano, tramandato di padre in figlio fino ai giorni nostri: un contadino, intento nel suo lavoro, improvvisamente scorse nel terreno un masso che raffigurava la Madonna col Bambino. Basito dal ritrovamento avvertì i suoi compaesani e insieme portarono il masso nella piccola chiesa del paese. Il mattino dopo, recatisi tutti a pregare davanti alla raffigurazione, si resero conto che il masso era sparito ed era, miracolosamente, ritornato nel luogo in cui il contadino lo aveva trovato.</p>
<p>Da questa leggenda trae origine la venerazione per la Madonna, alla quale si è sempre chiesto un buon raccolto e una coltivazione sana e ricca, giacché le piccole popolazioni di agricoltori hanno sempre tratto sostentamento dal lavoro nei campi.</p>
<p>Oggi all’entrata del paese sorge una bellissima chiesa dedicata alla Madonna della Coltura, che è mèta di turismo religioso locale e non.</p>
<p>Da questa storia trae, dunque, origine quella devozione che ogni anno viene ribadita con solenni festeggiamenti in onore della Madonna.</p>
<p>Messe solenni, processioni, concerti bandistici e spettacoli do ogni genere ravvivano il piccolo centro di Parabita. Le luminarie illuminano a festa le strade e gli spettacoli pirotecnici concludono i festeggiamenti.</p>
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		<title>Festa de lu mieru</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 17:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi nel Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Carpignano Salentino è ormai famosa e abituale location della “Festa de lu mieru”, una folkloristica festa paesana che ogni anno conta migliaia di presenti. Canti popolari, danze folkloristiche e, soprattutto, fiumi di vino (in dialetto “mieru”) sono gli immancabili ingredienti del settembre salentino: la festa “de lu mieru” si tiene ogni anno nei primissimi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carpignano Salentino</strong> è ormai famosa e abituale location della “<strong>Festa de lu mieru</strong>”, una folkloristica festa paesana che ogni anno conta migliaia di presenti.</p>
<p>Canti popolari, danze folkloristiche e, soprattutto, fiumi di vino (in dialetto “<em>mieru</em>”) sono gli immancabili ingredienti del settembre salentino: la festa “<em>de lu mieru</em>” si tiene ogni anno nei primissimi giorni del mese di settembre, quando il caldo afoso dell’estate sembra diradarsi e bere un bicchiere di vino secco e corposo diventa più piacevole.</p>
<p>La festa nasce per caso verso la metà degli anni Settanta, quando un gruppo di artisti danesi viene ospitato nel paesino e decide di tentare una via innovative di crescita culturale: “barattare” le peculiarità artistiche del folklore danese con quelle salentine per creare qualcosa di speciale e suggestivo dalla commistione dei diversi stili.</p>
<p>La festa de lu mieru, la regina delle sagre salentine, si differenzia dalle altre feste locali per essere stata la prima festa non legata alla vita o alle gesta di un santo o del santo patrono locale. La festa nasce per creare una situazione di divertimento e svago per tutta quella popolazione, prettamente contadina, le cui giornate sono scandite sempre dalle stesse attività nei campi. Giochi, musica, divertimento, degustazione di prodotti tipici salentini e tanto vino sono solo la ricetta base di questa festa spumeggiante, che ogni anno viene arricchita con programmi nuovi ed ospiti d’eccezione.</p>
<p>Per raggiungere la festa basta percorrere la strada provinciale che collega <a href="http://www.immaginasalento.it/articoli/lecce/">Lecce</a> a Maglie e seguire le indicazioni per Martano e, giunti in prossimità del piccolo borgo, per <strong>Carpignano Salentino</strong>.</p>
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		<title>Sagra della Sceblasti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 19:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sagre]]></category>

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		<description><![CDATA[Il territorio salentino è ricco di tradizione e cultura, feste religiose e prodotti tipici che devono essere sponsorizzati per consentire ad un pubblico sempre più vasto di apprezzare le peculiarità del territorio. A Zollino, ogni anno, nel mese di agosto, si tiene la consueta Sagra della Sceblasti, una specialità gastronomica territoriale sconosciuta anche ai locali! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il territorio salentino è ricco di tradizione e cultura, feste religiose e prodotti tipici che devono essere sponsorizzati per consentire ad un pubblico sempre più vasto di apprezzare le peculiarità del territorio.</p>
<p>A <strong>Zollino</strong>, ogni anno, nel mese di agosto, si tiene la consueta <strong>Sagra della Sceblasti</strong>, una specialità gastronomica territoriale sconosciuta anche ai locali!</p>
<p>La sagra nasce nel 1996 dall’esigenza di esportare questa leccornia gastronomica, conosciuta, quantomeno con questa denominazione, solo nel circondario di Zollino e approfittare dell’occasione per organizzare due piacevoli serate all’insegna del divertimento e dell’allegria. L’evento nel tempo si è ingrandito ed oggi si presenta come ricco di stand enogastronomici e attrazioni di vario genere, come spettacoli musicali e rassegne con ospiti illustri.</p>
<p>Negli stand enogastronomici le leccornie sono tante e varie, ma certamente la regina dell’evento è la “<em>sceblasti</em>”. Il termine deriva dal griko, una lingua sviluppatasi nell’entroterra salentino ad opera di una forte influenza greca, e significa “senza forma”. La sceblasti, infatti, è un composto a base di farina che, stante la quantità di ingredienti, non riesce ad avere una forma determinata e definita come ad esempio il pane.</p>
<p><strong>La sceblasti</strong> potrebbe essere descritta come una focaccia o un “pizzo” (prodotto da forno tipico del Salento) composto da farina, zucchine, olive, cipolla, zucca, olio, peperoncino, sale e capperi, tutti ingredienti sapientemente lavorati dalle mani delle donne zollinesi che nel tempo hanno tramandato quest’arte di madre in figlia per far sì che il prodotto giungesse a tutt’oggi con il suo inconfondibile sapore tradizionale.</p>
<p><strong>La Sagra della Sceblasti  si svolge ogni anno a Zollino il 2 e 3 Agosto</strong></p>
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		<title>Festa San Giorgio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 20:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festività Religiose]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni città, paese e borgo commemora nel migliore dei modi il proprio Santo Patrono, per celebrare antiche grazie ricevute o semplicemente per continuare a manifestare nel tempo la propria forte devozione, che non scema con il passare del tempo e con il cambiare delle epoche. Matino dal 1867 festeggia sontuosamente San Giorgio, eroico cavaliere che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Festa di San Giorgio a Matino" src="http://www.immaginasalento.it/blog/wp-content/uploads/festa-san-giorgio-martire-matino.jpg" alt="" width="450" height="250" /></p>
<p>Ogni città, paese e borgo commemora nel migliore dei modi il proprio Santo Patrono, per celebrare antiche grazie ricevute o semplicemente per continuare a manifestare nel tempo la propria forte devozione, che non scema con il passare del tempo e con il cambiare delle epoche.</p>
<p><strong>Matino dal 1867 festeggia sontuosamente San Giorgio</strong>, eroico cavaliere che dimostrò la sua prodezza sconfiggendo un tremendo drago.</p>
<p>La leggenda di San Giorgio giunge da lontano, non solo per l’epoca d’ambientazione, ma anche per il luogo in cui si svolge: si racconta, infatti, che in una città libica vi fosse un grande stagno abitato da un tremendo drago e che il drago fosse solito uccidere tutti gli abitanti della città, emettendo raffiche di fuoco dalle narici.</p>
<p>Per placare la furia della bestia la popolazione ogni giorno era solita donargli due pecore, fino a che il bestiame iniziò a scarseggiare e la gente si vide costretta a sacrificare dei giovani estratti a sorte per placare l’ira funesta del terribile drago.</p>
<p>Un giorno, tra i giovani da sacrificare, venne estratta la figlia del sovrano, ma nel mentre la bella principessa si accingeva a raggiungere la bestia per placare la sua fame, giunse Giorgio, un valoroso guerriero che, sprezzante del pericolo, trafisse il drago con la sua spada, tramortendolo e promise alla città di porre fine alla vita della bestia in cambio della conversione al Cristianesimo di tutti gli abitanti. E così avvenne.</p>
<p><strong>San Giorgio è, dunque, l’icona del bene che sconfigge il male.</strong></p>
<p>La leggenda del valoroso San Giorgio fece, ovviamente, il giro del mondo, approdando anche a Matino dove gli abitanti devoti vi si affidarono in un momento di forte crisi dovuta alla epidemia di peste che sconvolse il borgo.</p>
<p>Si narra che nel 1867, in piena epidemia, San Giorgio compì il miracolo, salvando da morte sicura una moltitudine di fedeli, tra i quali molti bambini.</p>
<p>Da quel momento gli abitanti di Matino ogni anno manifestano solennemente la propria devozione, organizzando celebrazioni religiose e manifestazioni di ogni genere.</p>
<p><strong>I festeggiamenti si compiono due volte all’anno</strong>: una prima trance si svolge nel mese di <strong>febbraio</strong> in ricordo della ricorrenza del miracolo, mentre la festa vera e proprie si svolge nel mese di <strong>aprile</strong>.</p>
<p><strong>Quest’anno</strong>, per la prima volta, i festeggiamenti che solitamente si svolgono nel mese di aprile sono stati spostati al mese di <strong>giugno</strong>, precisamente <strong>dal 3 al 6</strong>. La decisione è dettata da vari motivi, certamente tra i principali vi è la maggiore stabilità meteorologica garantita dal mese di giugno, ma anche il fatto che nei mesi estivi gli emigranti tornano a casa e possono, finalmente, partecipare ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono ai quali sono molto devoti.</p>
<p>Oltre ai riti sacri, la festa consta di una grandissima fiera di attrezzature agricole e bestiame, una tra le più grandi e seguite del Salento, nonché dell’esibizione di ospiti famosi e d’eccezione, senza contare le <strong>spettacolari parature che illuminano a festa l’intero paese</strong> e le bancarelle di ogni genere che allietano la passeggiata lungo le vie del borgo!</p>
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		<title>Festa di Santa Domenica a Scorrano</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 21:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festività Religiose]]></category>

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		<description><![CDATA[Scorrano, piccolo centro abitato nei pressi di Maglie (Le), è rinomato per le celebrazioni della Santa Patrona, Santa Domenica, che ricorrono ogni anno nei primi giorni di Luglio. Dal 5 al 7 Luglio l’intera cittadina è in festa, coinvolgendo numerosissimi abitanti dei paesi limitrofi e non solo. La festa mira a commemorare la morte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_740" class="wp-caption aligncenter" style="width: 540px"><img class="size-full wp-image-740" title="luminarie-santa-domenica-scorrano" src="http://www.immaginasalento.it/wp-content/uploads/luminarie-santa-domenica-scorrano.jpg" alt="" width="530" height="348" /><p class="wp-caption-text">Luminarie durante la Festa di Santa Domenica a Scorrano</p></div>
<p><strong>Scorrano</strong>, piccolo centro abitato nei pressi di Maglie (Le), è rinomato per le celebrazioni della Santa Patrona, <strong>Santa Domenica</strong>, che ricorrono ogni anno nei primi giorni di Luglio.</p>
<p><strong>Dal 5 al 7 Luglio</strong> l’intera cittadina è in festa, coinvolgendo numerosissimi abitanti dei paesi limitrofi e non solo. La festa mira a commemorare la morte della Santa che avvenne nel 303 e ricorre, appunto, il <strong>6 Luglio</strong>.</p>
<p>Partendo dalle origini, ci si chiede chi sia stata Domenica, poi divenuta <strong>Santa e Patrona di Scorrano</strong> e cosa abbia fatto di lei una Santa meritevole di tante attenzioni e sorprendenti festeggiamenti.</p>
<p>Parte dei dati riguardanti la vita della giovane sono frutto di presunzioni o forse di leggende, anche perché con certezza non si può datare la sua nascita, né il luogo esatto in cui ella trascorse la sua breve vita.</p>
<p>Secondo fonti latine la giovane sarebbe vissuta nelle campagne calabresi, nelle vicinanze di Tropea, e trasportata nella città solo dopo il martirio. Fonti greche, invece, attestano che la giovane nacque in Calabria o in Asia Minore in un periodo compreso tra il 260 e il 287 e poi giustiziata a Nicomedia.</p>
<p>In un’epoca in cui il potere temporale imponeva l’adorazione di molteplici divinità, bandendo assolutamente e categoricamente l’adorazione di Gesù Cristo, Domenica voleva ribellarsi al potere seguendo il proprio cuore, l’anima e una coscienza che la portava a credere in quelle sacre gesta. Per tali ragioni la giovane fu perseguitata e condannata a morte.</p>
<p>La leggenda, inoltre, narra episodi collegati alla sua morte, soffermandosi su alcuni passi della sua tortura: si narra addirittura che numerosi prodigi si compirono in quei tragici momenti e che essi furono tanto eclatanti da comportare la conversione al cristianesimo di numerosi presenti.</p>
<p>La povera malcapitata, infatti, venne messa al rogo, ma non bruciò e successivamente venne data in pasto ai leoni, ma questi si rifiutarono di aggredirla. Solo la decapitazione mise fine alla sua breve vita.</p>
<p>La devozione degli scorranesi verso la Santa portò i fedeli a votarsi a lei in occasione della peste diffusasi intorno al 1600; si narra che fu proprio l’intercessione di Santa Domenica a far sì che una moltitudine di ammalati potesse guarire.</p>
<p>Ad ogni guarigione le famiglie accendevano una lampada ad olio sul davanzale della finestra, proprio per segnalare l’evento. Da questa consuetudine nasce la tradizione delle luminarie organizzate in onore della commemorazione della morte di Santa Domenica.</p>
<p>Oggi i festeggiamenti di Scorrano rappresentano la più grande festa d’Italia in onore della Santa e in nessun altro luogo è possibile trovare luminarie così imponenti e all’avanguardia, il tutto accompagnato da spettacoli pirotecnici e da una pomposa processione che termina con la consegna simbolica delle chiavi della città alla sua Santa Patrona.</p>
<p>Con il passare del tempo i festeggiamenti in onore di Santa Domenica si sono ampliati e oggi la festa rappresenta un vero e proprio evento dell’estate salentina.</p>
<p>Certamente oltre ad essersi ampliati, i festeggiamenti si sono anche un po’ denaturalizzati, includendo riti del tutto estranei alla sfera sacra degli eventi, ma ciò non toglie che la devozione degli scorranesi per Santa Domenica ogni anno dia spettacolo.</p>
<h2>Festa di Santa Domenica 2011 a Scorrano</h2>
<div id="hcalendar-santa-domenica" class="vevent"><strong>Data evento</strong>: dal <abbr class="dtstart" title="2011-05-07">5 Luglio 2011</abbr> al <abbr class="dtend" title="2011-07-07">7 Luglio 2011</abbr> <span class="summary">Festa di Santa Domenica</span> <span class="location">Scorrano (LECCE)</span></div>
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		<title>Festa di San Filippo e Giacomo a Diso</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 20:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festività Religiose]]></category>

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		<description><![CDATA[La Festa patronale dedicata ai Santi Filippo e Giacomo è uno spettacolare esempio di devozione dei fedeli nei confronti dei propri Santi Patroni. Ogni anno, il 1° maggio Diso, un piccolo paesino dell’entroterra sud salentino, situato nei pressi di Castro, offre uno spettacolo di riti sacri e profani in grado di stupire e carpire l’interesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_733" class="wp-caption aligncenter" style="width: 540px"><img class="size-full wp-image-733" title="luminarie-diso" src="http://www.immaginasalento.it/wp-content/uploads/luminarie-diso.jpg" alt="" width="530" height="384" /><p class="wp-caption-text">Luminarie della Festa di San Filippo e Giacomo a Diso</p></div>
<p>La <strong>Festa patronale</strong> dedicata ai <strong>Santi Filippo e Giacomo</strong> è uno spettacolare esempio di devozione dei fedeli nei confronti dei propri Santi Patroni.</p>
<p><strong>Ogni anno, il 1° maggio Diso</strong>, un piccolo paesino dell’entroterra sud salentino, situato nei pressi di <a href="http://www.immaginasalento.it/marine-salento/castro-marina.html">Castro</a>, offre uno spettacolo di riti sacri e profani in grado di stupire e carpire l’interesse degli adulti così come quello dei più piccoli.</p>
<p>Storicamente la cittadina è legata ai Santi Patroni e ad essi devota. Sebbene già a partire dal 1889 a livello internazione è stato stabilito che il 1° maggio è la giornata dedicata alla festa del lavoro e pertanto  questo rappresenta un giorno di festa nazionale e internazionale, la devozione degli abitanti di Diso non ha vacillato nemmeno per un istante e mentre tutta la comunità festeggia il lavoro e i lavoratori, a Diso si festeggiano i Santi Patroni.</p>
<p>Probabilmente anche per evitare l’accavallarsi di festività importanti e di origine diversa, con il passare del tempo, le celebrazioni liturgiche in onore dei due Santi Patroni hanno subito delle variazioni, essendo state spostate dapprima all’11 maggio e poi definitivamente al 3 maggio. Ciò nonostante gli abitanti più devoti e fedeli considerano ancora il 1° maggio festa patronale, così come comanda la tradizione.</p>
<p>Le tradizioni popolari locali testimoniano un forte attaccamento della popolazione ai Santi e ai personaggi sacri, soprattutto ai Santi Patroni.</p>
<p>I Santi Patroni hanno sempre rappresentato un valido interlocutore diretto per il popolo sofferente e per il contadino che a volte chiedeva la grazia per un ricco raccolto, altre volte chiedeva semplicemente che la salute accompagnasse lui e la sua famiglia nel corso degli anni. E così le mogli chiedevano un matrimonio ricco di prole, i mariti la capacità di sostentamento della numerosa famiglia e se veniva qualche carestia in ogni caso ci si votava ai Santi per ottenere la grazia.</p>
<p>In un’epoca in cui anche la routine era assai difficoltosa e tutt’altro che goliardica, i cittadini offrivano ai Santi quanto più possibile, garantendo, quanto meno, dei ricchi festeggiamenti durante la ricorrenza. Ciò non deve stupire perché, in fondo, questi fastosi festeggiamenti altro non rappresentano che la ovvia evoluzione dei sacrifici offerti agli dei in epoca arcaica.</p>
<p>Ma se tutto ciò non stupisce, certamente lascia attoniti la caparbietà dei Disini e la loro voglia di continuare la tradizione, offrendo ai Santi Patroni Filippo e Giacomo dei festeggiamenti che probabilmente sono tra i più ricchi nel territorio regionale.</p>
<p><strong>Luminarie, spettacoli pirotecnici e concerti bandistici </strong>animano le serate della primavera disina, in onore di festeggiamenti che, tra cerimonie sacre e riti profani, partono addirittura dalla seconda metà di aprile. A partire dal 21 aprile, infatti, le statue dei Santi vengono esposte per l’adorazione ma solo il 3 maggio, a conclusione del periodo loro dedicato, le statue verranno portate in processione e i festeggiamenti culmineranno in uno spettacolo inenarrabile.</p>
<p>L’intero paese si trasforma in un palcoscenico, allestito grazie ai fedeli che si riuniscono in comitato e si occupano dell’organizzazione dei festeggiamenti durante tutto il corso dell’anno.</p>
<h2>Festa di San Filippo e Giacomo a Diso</h2>
<div id="hcalendar-santa-domenica" class="vevent"><strong>Data evento</strong>:  <abbr class="dtstart" title="2012-05-01">1 Maggio 2012</abbr> <abbr class="dtend" title="2012-05-01"></abbr> <span class="summary">Festa di San Filippo e Giacomo</span> <span class="location">Diso (LECCE)</span></div>
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		<title>La Focara a Novoli</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 18:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi nel Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[La “Focara” di San’Antonio rappresenta, ormai, un appuntamento fisso per credenti, pellegrini, curiosi e amanti della tradizione salentina che ogni anno giungono a Novoli, in provincia di Lecce, da ogni dove per assistere alla funzione religiosa. Le origini della festa si ritrovano in un passato ormai remoto: la nascita della tradizione si stima intorno al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_668" class="wp-caption aligncenter" style="width: 432px"><img class="size-full wp-image-668" title="focara-novoli" src="http://www.immaginasalento.it/wp-content/uploads/focara-novoli.jpg" alt="La focara di Novoli" width="422" height="646" /><p class="wp-caption-text">Accensione della Focara di Sant&#39;Antonio a Novoli</p></div>
<p>La <strong>“Focara” di San’Antonio</strong> rappresenta, ormai, un appuntamento fisso per credenti, pellegrini, curiosi e amanti della tradizione salentina che ogni anno giungono a <strong>Novoli</strong>, in provincia di Lecce, da ogni dove per assistere alla funzione religiosa.</p>
<p>Le origini della festa si ritrovano in un passato ormai remoto: la nascita della tradizione si stima intorno al 1664, anno in cui il Vescovo Luigi Pappacoda dichiarò il Santo protettore del paesino di Novoli. Tuttavia, diverse testimonianze cartacee accertano la presenza della manifestazione nel tempo. Vi sono testimonianze che risalgono al 1868, anno in cui un documento attesta la presenza di un comitato eletto dall’amministrazione comunale; al 1905, probabilmente anno della prima Focara, tra l’altro disturbata da una forte nevicata nel giorno della vigilia e altre date risalenti ai primi decenni del secolo scorso.</p>
<div id="attachment_671" class="wp-caption aligncenter" style="width: 432px"><a href="http://www.immaginasalento.it/wp-content/uploads/preparazione-focara-novoli.jpg"><img class="size-full wp-image-671" title="preparazione-focara-novoli" src="http://www.immaginasalento.it/wp-content/uploads/preparazione-focara-novoli.jpg" alt="preparazione-focara-novoli" width="422" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">La Focara di Novoli durante la preparazione</p></div>
<p>Ormai la “<strong>Focara</strong>” è diventato un vero e proprio evento mediatico e infatti non mancano i collegamenti televisivi per consentire proprio a tutti, anche a chi non può muoversi da casa o non riesce a raggiungere il paesino, di assistere all’<strong>evento cult del Salento</strong>. La sua organizzazione diventa ogni anno più complessa ed è per questo che risulta necessaria la collaborazione tra il <strong>Comune di Novoli</strong>, la <strong>parrocchia di Sant’Antonio Abate</strong>, il <strong>comitato Festa e Pro Loco di Novoli</strong>, nonché numerosi partner pugliesi, ma anche nazionali.</p>
<p>La manifestazione ha origini molto antiche che prendono vita dalla devozione della popolazione di Novoli verso Sant’Antonio Abate, Santo Patrono in onore del quale viene accesa la tradizionale “Focara”, ormai simbolo del paese salentino. Sant’Antonio, che viene solitamente raffigurato con accanto un porcellino e con in mano un bastone con un campanello per richiamare a sé gli animali, è il protettore degli animali di stalla e di cortile e per tale motivo è ampiamente venerato da un popolo di contadini e allevatori che dagli animali ha sempre tratto la maggior fonte di sussistenza.</p>
<p>La “Focara” appare come un grande falò che viene acceso tra le fascine composte da tralci di vite secchi, sapientemente scelti dalle mani esperte dei contadini locali e posizionati insieme con tecniche antichissime, tramandate di padre in figlio.<br />
L’attenzione e l’interesse verso questo evento è dato soprattutto dal risultato finale: all’accensione si avvia una immensa pira di 20 metri di diametro e circa 25 metri di altezza, maestosità che non è mai stata eguagliata né in Italia, né in tutto il Bacino Mediterraneo. Proprio per tale caratteristica, da tempo, si sta cercando di ottenere un riconoscimento, addirittura dall’UNESCO, come “bene immateriale intangibile”.</p>
<p>La manifestazione <strong>prende inizio la sera del 16 gennaio</strong>, dopo un lungo periodo di lavoro necessario per la selezione ed il posizionamento delle fascine che oggi dura solo pochi giorni, mentre in passato richiedeva addirittura un mese. All’apertura, fuochi pirotecnici e danze accompagnano l’accensione della pira, la cui evoluzione viene seguita per tutta la notte. Ma la festa non finisce in una notte. La “Focara”, infatti, continua a bruciare anche nei giorni successivi e questo giustifica il via vai di numerose presenze anche oltre il 16 gennaio. Inoltre, nei pressi della “Focara” vengono allestiti dei mercatini e l’intero paese si veste a festa per l’evento. Ogni anno si stimano <strong>oltre 60.000 presenze complessive</strong>, che vengono richiamate non solo dall’evento religioso, ma anche dalle contestuali manifestazioni culturali, artistiche, eno-gastronomiche.</p>
<h2><a href="http://www.immaginasalento.it/salento-eventi/focara-novoli.html"><span>Focara di Novoli 2012</span></a></h2>
<p><strong>Ospiti dell&#8217;evento:Roy Paci e gli Aretuska, Moni Ovadia e Daniele Silvestri.</strong></p>
<p><strong>Data evento</strong>: 16 Gennaio 2012,<br />
Novoli<br />
(LECCE)<br />
<strong>Maggiori informazioni</strong> sul <a href="http://www.comune.novoli.le.it/">Sito ufficiale dell&#8217;evento</a></p>
<p><strong>Foto </strong>di  <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/pde2006/">Pde2006</a></p>
<h2><span>Video dell&#8217;accensione della Focara di Novoli</span></h2>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="398" height="319" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VvcUbipXWK4?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="398" height="319" src="http://www.youtube.com/v/VvcUbipXWK4?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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