Ulivi secolari del Salento

Ulivi secolari in una campagna del Salento - foto di Tancredi Vicentini

La Puglia intera, nonché il Salento, vengono spesso ricordati dai turisti di passaggio, nonché dai visitatori abituali per le bellezze naturalistiche: il mare, le lunghe spiagge e gli oliveti.

Distese di tronchi deformati dal tempo, tutti uguali eppur diversi nella struttura, nella forma, nella chioma ormai imponente, gli ulivi secolari si stagliano sul panorama salentino, conferendogli odori e colori tipici e, ormai, tradizionali.

L’albero di ulivo è, certamente, uno dei simboli per eccellenza del Salento: ne sono stati stimati circa  50-60 milioni su tutto il territorio e molti di essi sono secolari.

Le caratteristiche geologiche, nonché la scarsa necessità di cure, fanno sì che gli ulivi resistano per anni, lustri, e, addirittura, secoli, alle intemperie, alla forza distruttrice del vento e della pioggia e all’insopportabile caldo torrenziale delle estati salentine.

Chi li guarda resta spesso incantato e ammaliato nel pensare che quegli alberi, probabilmente, potrebbero raccontare più storie e tradizioni di un libro di “culacchi”. Ma è soprattutto la loro forma che lascia a bocca aperta, grandi e bambini: la pianta cresce molto lentamente e col passare del tempo il tronco si trasforma, diventando sempre più contorto, piegandosi su se stesso e, dopo lungo tempo, spaccandosi nel mezzo. È in questo momento che diviene casa per molteplici razze d’animaletti, di varia taglia.

La corteggia assume diverse sfumature di colore a seconda dell’età del tronco, nonché della penetrazione della luce solare che brucia e secca il legno; laddove il sole non batte, infatti, il legno tende a restare più umido e, talvolta,  a marcire.

Sebbene l’aspetto caratteristico degli ulivi, in special modo di quelli secolari, sia il tronco, non bisogna dimenticare che il vero elemento essenziale si cela nella grande chioma: miriadi di palline piccole e scure dalle quali ricavare l’oro verde del salento, l’olio d’oliva, ormai esportato e conosciuto in tutto il mondo.

Al di là del valore commerciale, questi alberi hanno un valore storico e, per taluni aspetti, anche affettivo e per questo devono essere costantemente tutelati e salvaguardati da eventuali disboscamenti od espianti: spesso, infatti, i privati scelgono di adornare le proprie ville espiantando ulivi secolari che, se non ricollocati in un terreno idoneo, rischiano di seccare. Ma, ancora, soprattutto negli ultimi anni, con l’avvento di una condizione di crisi economico-finanziaria, spesso si sceglie di disboscare intere aree prima destinate alla coltivazione di alberi di ulivo per lasciar posto a nuove colture più produttive o, peggio, all’installazione di impianti tecnologici.

Anche a livello legislativo regionale si cerca di intervenire per regolare la questione, mirando alla salvaguardia del territorio e delle sue peculiarità caratteristiche, ma le necessità dell’uomo sono in continua e rapida evoluzione, forse troppo frettolosa rispetto al ritmo naturale di un albero che vanta secoli di vita.

Si deve, pertanto, continuare a lottare affinché l’uomo del nuovo millennio non riesca a distruggere ciò che la natura ha donato e che nemmeno le guerre e le intemperie hanno potuto sinora distruggere.

 

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